La Casa dei Pazzi nella Città ideale

Nell’occasione dei primi 50’anni dell’Isia U
sabato 30 novembre alle ore 11.30
presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
al 36 di via Santa Chiara in Urbino
PRESENTAZIONE DEI LIBRI
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La Casa dei Pazzi nella Città ideale
Urbino anni ’70. Vivere palazzo Benedetti e studiare da grafici
di Roberto steve Gobesso e Gianni Rusconi
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Io sono la schiuma
di Gianni Rusconi
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160 pagine il primo e 64 pagine il secondo, in bianco e nero, con fotografie inedite, illustrazioni, documenti d’archivio e testi d’autore della città di Urbino nella seconda metà degli anni Settanta.

La narrazione è ambientata nella città universitaria di Urbino ed ha due scenari principali che circondano le vite dei due autori, allora poco più che ventenni, che sono stati fra i primi 13 del nuovo corso di studi Isia: il palazzo Benedetti, che i locali chiamavano “Casa dei Pazzi”, storico edificio posto all’incrocio fra il cardo e il decumano, di fronte al duomo e al palazzo Ducale, e l’ex convento di Santa Chiara, diventato nel 1904 ospedale civile e che ospita, dal 1974, l’Isia U (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino) che quest’anno festeggia i suoi primi 50’anni.

Sfogliando le pagine di questi libri conoscerete le avventure di un piccolo gruppo di studenti finiti a Urbino per studiare ‘da grafici’. Era la metà degli anni ‘70. Di noi, dell’Isia e delle persone ad essa connesse conoscerete frammentari momenti resi inevitabilmente surreali dalle fotografie; il fatto è che eravamo e siamo fotografi. Vivevamo in un edificio, collocato in un punto non banale della città ed era piuttosto comodo vivere e studiare proprio lì, in un campus ‘intra moenia’ così prestigiose, dove qualunque cosa distava al massimo qualche minuto. Capirete che le cose della vita si erano così articolate per l’ingegner Benedetti, il proprietario di questo palazzo che in città era chiamato la “Casa dei Pazzi”, uomo misterioso immaginabile solo nella sua veste di affittacamere, da trovarsi coinvolto in una bolla di variegata e insolita popolazione esteticamente orientata. Il loro numero e modo di vivere, la posizione e la dimensione stessa del caseggiato lo resero luogo di stimolanti frequentazioni: crocevia di studenti, urbinati e viaggiatori occasionali.

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