Carciofi, verze, rose e bucchero etrusco

CollAge di Matteo Boetti – Todi

Giacinto Cerone / Marino Ficola
Carciofi, verze, rose e bucchero etrusco

Catalogo della mostra
a cura di Matteo Boetti

Novembre 2024
Formato cm 16 x 23
Pagine 52

[…]
“Ho voluto accostare questi due artisti formalmente distanti perché in realtà le loro distinte poetiche conducono allo stesso punto nodale: il dramma, del vivere e del morire, il dramma della creatività che rende vulnerabili, ipersensibili, ultra-consapevoli, euforici e disperati. Manifestano lo stesso approccio al lavoro, la stessa lancinante poesia della materia. Cerone e Ficola sono artisti dilaniati, dagli slanci vitali e mortiferi assieme.
Entrambi sono/erano anarchici, fuori controllo, non catalogabili.
Ma entrambi risultano posseduti da slanci poetici, insieme carnali e ascetici, di altissimo livello.

Colonne di creta colpite da tubi d’acciaio per impalcature, magma di gesso plasmato come un’opera informale ma senza esserlo, disegni a carboncino barocchi, sovraccarichi ma comunque zen, asciutti ed eloquenti, anelli di terracotta e fil di ferro che rimandano a Uncini, al medioevo, a Fontana, agli orci e alle damigiane del passato, da riparare per non buttarle.
Di questi due maestri non si può infatti buttar via niente.

Mascherano la loro fragilità con la brutalità del gesto, con l’irruenza della materia traboccante.
Dissimulano la sicurezza del loro agire con la delicatezza virginale del dettaglio, del linguaggio minimale che emana però sempre empatia, memoria, bellezza.
Sbruffoni, impresentabili, drammaticamente romantici e irrimediabilmente eretici.
Dispensano gocce di poesia con noncuranza.”.

Matteo Boetti

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